Da quasi venti anni non allenavo un gruppo di volley.
Ed è un'esperienza entusiasmante riscoprire un'età così "disequilibrata", oscillante tra la fanciullezza e l'adolescenza! Soprattutto ora che mi awicino ai 60; e sono nonno.
Ma tutto il contrario di un sentimentalismo o di una proposta all'acqua di rose mi sono sentito "obbligato" a proporre: prendere sul serio il loro bisogno di crescere, tanto inconscio quanto impellente; trattarle da grandi, quali vogliono e devono diventare, per il pienezza che la nuova stagione della vita esige.
Basta bamboleggiare, impariamo a giocare! Giocare: con serietà, sorridendo p e r I a soddisfazione di avercela messa tutta; con letizia, mentre ti trascini le gambe che n o n t i reggono più; con spensieratezza, e non ti togli dalla testa la partita che devi disputare; con amicizia, con il richiamo del compagno che ti brucia perché sai che ha fatto bene a non lasciarti nella tua pigrizia; con libertà, che niente succede se non ci metti del tuo.
Una bella sfida ragazze! Non lasciamoci in pace: per meno di questo non vale la pena.
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