Radio Dinamica Web News - Anno V n. 20 - Aprile - Maggio - Giugno 2011 Lettere
Riportiamo questa lettera di Mario Del Verme, dirigente della Polisportiva Europa, di Napoli, che aderisce alla Compagnia delle Opere Sport.
Caro direttore de IL NUOVO CALCIO,
le scrivo in merito all'articolo "Il cristallo e la fiamma" apparso a febbraio dove Massimo De Paoli parla di Ragione o Sentimento.
De Paoli citava una frase di Italo Calvino dicendo che il primo termine (ragione) è quello che crea meno problemi….
Vorrei partire da una frase di San Tommaso che dice: "tutti desideriamo il raggiungimento della propria perfezione" cioè della propria felicità ultima e quindi della propria realizzazione.
Ma troppo spesso, questo desiderio oggi viene ridotto a sentimento o nostalgia, censurando cosi tutto il lavoro che bisogna fare per raggiungere uno scopo.
Un desidero ridotto cosi non ha più la forza di sostenere un impegno vero e come può un uomo-calciatore sostenere la sua carriera se rinuncia a desiderare e quindi rinuncia al sacrificio? Allora la domanda che spesso ci facciamo è: come è possibile tener desto, nei nostri ragazzi, il desiderio senza chiudere la partita?
Qui comincia la vera sfida, qui entra in gioco la ragione come la modalità di non ridurre il sentimento a pura reattività.
A partire dalla nostra esperienza di persone impegnate da anni con i giovani nell'ambito sportivo-educativo, è possibile solo se accade un incontro con un maestro (mister, educatore, o altro), che è capace di ridestare il desiderio dell'altro al di là di ogni aspettativa: questo avvenimento genera un rinascere della persona.
L'uomo non finisce a 33 anni, che corrispondono, come si vuol far credere, al fine-carriera di un calciatore, ma sono l'inizio di una avventura nuova, di un percorso nuovo, per cui si ricomincia a reinvestire su di sè. Allora, anche dopo 15 o 20 anni da calciatore, uno è disposto a essere corretto, perché un uomo che mira alla perfezione autentica di se è anche uno che desidera farsi correggere cioè essere artefice e protagonista della propria vita. Altrimenti i nostri giovani che intraprendono la carriera di calciatore sono già vecchi a vent'anni. Quanti ne vediamo cosi, senza più fantasia, senza più voglia di rischiare niente!
Grazie per il lavoro attento che svolge.
Mario Del Verme