Radio Dinamica News - periodico trimestrale, anno V, n. 16, gennaio • febbraio • marzo 2010 ATTUALITÁ
POLITICA EDUCATIVA
L'intramontabile tentazione del centralismo MIUR e CONI si accordano per portare lo sport alle elementari. Dimenticando le società sportive.
Alla lettera del presidente Petrucci (riportata nell’ultimo numero di RadioDinamicaNews) che si impegnava a contribuire ad elevare il livello dell'attività motoria alle elementari, il Ministro Gelmini ha risposto affermativamente.
Partiranno a breve delle sperimentazioni su province a campione, in cui dei neolaureati in Scienze Motorie cominceranno a svolgere servizio presso scuole elementari, previo corso di formazione ad hoc svolto da docenti ed esperti scelti dal CONI.
Se tali sperimentazioni daranno buon esito, verranno estese all'intera nazione in tempi e modi adeguati.
Due evidenze saltano immediatamente agli occhi.
La prima, che si mette in moto un circo di conduttori che girano da una formazione all'altra per impartire nozioni a corsisti in cerca del classico pezzo di carta, senza che venga svolta nessuna esperienza vera sul campo. Film già visto infinite volte.
La seconda, molto più grave, che alla fin della fiera, l'utente ultimo del servizio, la famiglia con il proprio bambino, non avrà nessuna voce in capitolo sulla qualità dell'attività. Il docente sarà preso dall'elenco di quanti hanno fatto richiesta in quella scuola. Punto.
Ma nella lettera Petrucci non offriva l'apporto “dello lo sport nella interezza” e “delle società sportive” (testuale)? Queste che ruolo avranno?
Di esse non c'è traccia. Di quanti dedicano il loro tempo libero a seguire i bambini, a pulire campi e palestre, a lavare maglie e guidare pulmini, gonfiare palloni ed elemosinare sponsor, che insomma, seppur con tanti limiti, hanno costruito una tradizione, hanno creato una capillare rete di rapporti tra famiglie, in situazione talora drammatiche, nessuno si ricorda? Carne da cannone o meglio da esibizione politica solo quando c'è da farsi vedere?
Perché l'ente pubblico non sfrutta quest'occasione preziosa per stimolare le società sportive a migliorare i servizi che già offrono, fino a renderli adeguati alla scuola, sia come qualità dei contenuti che professionalità degli operatori? Perché non svolge il ruolo di coordinamento e vigilanza che gli compete anziché sostituirsi all'iniziativa della società civile?
Ma di fronte a tanta disattenzione, anche le società sportive devono far sentire la loro voce.