Radio Dinamica Web News - Anno IV n. 13, gennaio - febbraio - marzo 2009 DISABILITÀ Il mistero della vita. Comunque.
L’esperienza di Marco Mazzotti presso “Solidarietà ed Intrapresa”
Marco da circa tre mesi ogni giovedì parte verso il mare. Ma la sua non è una gita di piacere: va a fornire la sua opera presso il Centro Residenziale di “Solidarietà ed Intrapresa” a Castiglione di Ravenna, dove sono ospitate persone con vari gradi di disabilità. Ci sono infatti casi molto gravi che necessitano di assistenza continua, ma anche situazioni con una buona capacità di autogestione, tanto da vivere in alloggi separati ed indipendenti.
Marco ci ha riportato giudizi estremamente positivi su quella struttura, per la bellezza e accoglienza dei locali, la qualità degli arredi, la cura dei colori. “Molti di noi non hanno case così belle” ci racconta ammirato.
E questo è il segno di una vera accoglienza della persona nella sua integrità di bisogni ed esigenze. Anche quella apparentemente futile di andare al bar. Sì, nel programma settimanale delle attività sono previste due uscite pomeridiane al bar.
Il grosso gruppo, oltre 40 persone compresi gli accompagnatori, si reca in un locale vicino che li attende per il “rito”. Ognuno ha il suo tavolo e sono state predisposte le ordinazioni preferite da ciascuno. Un’oretta di chiacchiere e poi si rientra.
Così come una volta a settimana si va a fare shopping, in modo che anche il gusto personale del vestire sia valorizzato.
Ma come si inserisce Marco in questo contesto?
“Con cinque ospiti faccio un lavoro individualizzato sul corpo, anche questo pensato per rispondere alle loro esigenze, in questo caso alcuni disagi che accusano. E la prima esperienza che ho fatto è stata di dover imparare”.
Malgrado oltre vent’anni di lavoro nel campo?
“Devo continuamente tararmi sulla persona che ho davanti. Il tempo, lo spazio, le sensazioni sono diverse dai “normali”. I riferimenti sono completamente diversi. Lo sento molto soprattutto attraverso le mani. Ed è vita comunque.”
Cioè?
“Sotto il nazismo gente così sarebbe stata eliminata. Invece la vita c’è ed uno resta invaso dallo stupore per il mistero della vita dell’uomo. Lo puoi quasi toccare. Tutto dipende da come stai con quella persona in quell’istante. La difficoltà è mantenere questa posizione, da parte di noi cosiddetti normali. E il fatto che la situazione sia spesso non modificabile, cioè che non si riscontrano progressi, è una grande scuola di umiltà.”
Una posizione che anche nel lavoro educativo con i bambini, che può dare grandi soddisfazioni, è sempre comunque da recuperare perché la più vera.
Grazie Marco