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Radio Dinamica Web News - Anno IV n. 13, gennaio - febbraio - marzo 2009
BAMBINI
"Ma voi cosa fate?"
L’intreccio di curiosità ed esigenza di ragioni che ha caratterizzato il dialogo con i genitori dei bambini della psicomotricità.

 

BimbiParlando tra noi dell’equipe degli educatori ci siamo accorti che diventava sempre più evidente la domanda ed il desiderio, da parte dei genitori, di capire cosa succedesse di tanto “speciale” nella sala di psicomotricità.
Visto che condividere il nostro lavoro educativo e le sue caratteristiche principali riteniamo sia un’occasione per noi stessi di crescita professionale, abbiamo pensato di rispondere sia al desiderio della famiglia di capire sia alla nostra voglia di confrontarci proponendo un “momento culturale” con i genitori, incontrandoli per gruppi all’inizio del corso di psicomotricità dei loro figli.
Come introduzione all’argomento abbiamo dato, una settimana prima, alcune pagine tratte da testi inerenti l’attività psicomotoria educativa e quando ci siamo trovati è stato molto bello vedere che quasi tutti i genitori erano presenti, attenti e partecipativi.
E’ stata un’esperienza vera, in cui mamme e babbi hanno potuto ascoltare le linee guida dei nostri interventi educativo-motori e, soprattutto, la modalità con cui cerchiamo di stare di fronte ai loro figli partendo dal concetto che ognuno di loro è un’entità a sé stante ed unica.
Fondamentalmente si ripreso il concetto di gioco psicomotorio, del corpo come strumento di comunicazione e crescita e dell’importanza di lasciare l’iniziativa al bambino accompagnandolo nel rispetto dei suoi tempi.
Dopo una prima parte di spiegazione sul come e sul perché la nostra attività ha certe caratteristiche, è stato interessante vedere come più di un genitore desiderasse entrare dentro il significato di alcune cose e capire concretamente perché il loro bambino fosse così entusiasta di fare la psicomotricità
Sono emerse domande tecniche: “Come strutturate la sala?”, “Qual è la figura e la posizione dell’educatore di fronte alla regola in sala di psicomotricità?”; così come altre più semplici ma molto dirette: “Ma voi cosa fate?” dettate dalla curiosità di capire cosa potesse creare quell’evidente piacere di essere e di fare riscontrato nel proprio figlio nel venire a Dinamica.
Sono state proprio queste domande che ci hanno costretti a scavare dentro la nostra professionalità di educatori e dentro la nostra storia culturale-educativa per poter porre delle ragioni vere e belle fino in fondo.
Ringrazio tutti i genitori che sono intervenuti o che durante l’anno ci fermano per chiedere ragione di quello che cerchiamo di fare, perché così facendo creano l’occasione per condividere con loro (soggetto educativo principe dei loro figli) le domande e la bellezza del nostro lavoro.

Alessandro Dozio