Radio dinamica News, Anno III, n. 7, gennaio - febbraio - marzo 2007 POLITICI - La provocazione di Bucci Il coraggioso progetto di attività motorie nelle elementari apre questioni di fondo
Quando me ne parlò per la prima volta, pochi mesi dopo il suo insediamento, non lo presi molto sul serio: mi sembrava un bel sogno ma, appunto, un sogno.
La sua più grande aspirazione era di riuscire a far partire l’attività motoria in tutte le scuole elementari. “E’ una cosa troppo importante. I bambini sono il nostro futuro!”, diceva con entusiasmo.
Non ci credevo e invece c’è riuscito, mettendo insieme CONI , Provveditorato agli Studi e una bella iniezione di denaro della Fondazione CARISP. “Classi in Movimento”, questo il nome del progetto, è partito e tutti i bambini delle elementari di Forlì ne beneficeranno per circa sei mesi.
Siamo andati a complimentarci, ma anche a porre domande e fare proposte. Sì perché la questione è tutt’altro che semplice; anzi Bucci, come chiunque ha il coraggio di seguire delle belle intuizioni, ha di fatto sollevato questioni che da tempo covavano sotto la cenere. Sì fare attività motoria, ma oggi i cittadini per i figli vogliono qualità e professionalità. Ma la qualità dipende da quello che uno reputa importante.
Si può centrare l’attenzione sulla persona, individuando tempi e strumenti conseguenti (questo è il metodo di Dinamica); ma in giro si trovano anche approcci molto diversi, non per questo meno rispettabili.
Qualità allora vuol dire evidenziare la pluralità di affronti e permettere al scuole e al famiglie di scegliere quello preferito. E’ d’altronde il metodo adottato per i Centri Estivi con ottimi risultati: il Comune stabilisce dei criteri organizzativi e strutturali a cui è necessario adeguarsi; le realtà presenti sul territorio presentano la loro proposta; i cittadini scelgono l’opzione migliore.
E la professionalità? Per nostra esperienza professionalità fa rima con stabilità: il precariato non può mai garantire alti livelli di prestazione. Reclutare nominalmente gli educatori tra i neolaureati in Scienze Motorie (come si è fatto quest’anno con “Classi in Movimento) espone ad un rischio che è quasi una certezza: tra qualche anno avranno tutti cambiato mestiere.
La strada invece l’hanno già ben individuata gli esperti di CONI e Federazioni che da tempo caldeggiano la crescita culturale ed imprenditoriale delle società sportive. Queste costituiscono la grande risorsa dello sport italiano e custodiscono un incomparabile patrimonio di esperienza e generosità. Ma è innegabile che hanno un gran bisogno di iniezioni di competenza e professionalità che possono solo venire dai laureati.
Perché allora non stimolarle facendo leva sul loro desiderio di essere presenti nelle scuole, aprendo loro le porte ma a condizione che gli educatori dei loro progetti siano laureati in Scienze Motorie?
Dinamica da venti anni lavora su questi temi e Bucci, da vero innovatore, è disposto ad ascoltare tutti.