Radio dinamica News - Web news - Novembre 2006 Valentino: una lezione magistrale
Non ha mai mollato, neanche quando sembrava impossibile sperare. Ha fatto una rimonta da sballo e si è ritrovato primo. Poi è caduto, ma si è rialzato e fino all’ultimo giro ci ha provato. Non ha rinunciato mai: lui non si accontenta. Sì perché lo scapestrato, scanzonato, temerario Valentino Rossi è un uomo ragionevole.
Ragionevole ho detto, che è tutto il contrario di ragioniere, cioè di chi verifica la contabilità. Ma nella vita è diverso e infatti non si è certo messo a fare i conti: nessuna scusa per la sconfitta “Ho sbagliato”; nessuna acredine per l’avversario “Avrei voluto abbracciarlo”; nessuna consolazione fittizia “Certo che mi dispiace, molto”. Invece, ironia “Come si dice da noi, ci hanno fatto morire grassi, come il maiale a Natale”; voglia di ricominciare “Sono contento di aver deciso di non andare in F1. Finire così col motociclismo mi avrebbe lasciato una grande amarezza”.
Ragionevole quindi, perché gli aspetti della realtà li ha voluti prendere in considerazione tutti, proteso a comprenderne fino in fondo il valore, il significato, senza mollare mai: “Se avessi vinto anche oggi, sarei diventato un supereroe da fumetto. Invece la vita reale non è un fumetto. E ho perso”.
Complimenti “doctor” Rossi, una lezione magistrale! Che ci fa venire in mente un altro campione, uno “tosto” che anche lui non molla mai. Uno che a Ratisbona ci ha ricordato che il mito è inadeguato all’uomo, che la ragione non va ridotta, che solo lei è il vero terreno di incontro tra popoli e culture.
Ma se questi sono proprio i valori di cui lo sport dice di voler essere portatore, sarà bene che invece di alimentare generazioni di divi, non si faccia lasciare indietro da chi la ragione la fa andare a 300 all’ora.